Sarri, o così o pomì

16 Febbraio 2018
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Napoli

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Prendere o lasciare: il tecnico del Napoli allena come piace a lui, inseguendo la perfezione di un’idea

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ROMA – E adesso sviluppo il tweet. Non reggo chi si sorprende o finge di non capire. Oppure chi pretende di cambiare gli uomini. Maurizio Sarri ha 59 anni e se togliamo Stia, Cavriglia, Antella, Valdema, Tegoleto e Sansovino allena con alterne fortune da una quindicina di anni. Allena come piace a lui, inseguendo la perfezione di un’idea.

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A Napoli, la prima grande piazza della vita, ha portato qualcosa di nuovo e di antico, il calcio della tradizione e quindi il più moderno e attuale, un’anomalia: il calcio addestrato, quello artigianale. Sarri brontola, si lamenta, talvolta si contraddice, critica tutto ciò che ha cambiato il mondo che gli dà da mangiare, tuttavia sviluppa sul campo qualcosa di piacevolissimo. Per ottenere il massimo da quel qualcosa investe sui giocatori più ricettivi e qualitativi trascurando gli altri (domandate a Gabbiadini, Maksimovic, Giaccherini, Ounas, Regini, Grassi). La selezione è certamente un limite, ma così è Sarri, questo è Sarri dei record, temporaneamente primo in classifica davanti alla Juve di Higuaìn e Mandzukic, Pjanic e Dybala, Douglas Costa e Matuidi, e Chiellini, e Buffon. La Juve di Allegri.

Sarri non è il miglior allenatore del mondo, ma è il migliore in assoluto per questo Napoli: sa esattamente dove si trova, con chi ha a che fare e chi lo paga e perché: non chiede il tal giocatore, ma figure tecniche; quelli che gli danno lui li migliora ed è capace di conservare il primo posto anche con tre difensori dell’Empoli su quattro – per inciso, non voluti da lui.

Sarri ha un traguardo: vincere, o tentare di farlo, lo scudetto. Sa di poterci provare solo con i 13 o 14 disposti a seguirlo fino all’esaurimento – i trascurati restano tali. Sa anche che tutto ciò che può complicargli il cammino deve essere rimosso. Giusto? Sbagliato? Atteggiamento provinciale e poco sportivo? Non esiste una sola risposta, una verità assoluta, se non quella di maggio. Esiste però Sarri con le sue spalle (larghe) e le sue palle (a terra), la sua forza e le sue fragilità.

Chi lo ama lo segue, per tutti gli altri c’è mastercard.





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