Sabatini: «Pastore si è seduto: avrebbe ancora qualità importanti»




ROMA – Walter Sabatini torna al lavoro dopo un periodo di assenza per problemi di salute: “Sono stati due mesi e mezzo molto complicati – dice il responsabile dell’area tecnica della Sampdoria nel programma Rabona su RaiTre – ho deciso di sospendere con le sigarette. Per rinunciare devo fare una riflessione più profonda. Devo regalarmi ancora qualche anno di vita soprattutto per i miei familiari e mio figlio, non devo scherzarci molto. Quanto fumavo? Tre pacchetti al giorno, da qualche anno”.

I PROCURATORI – “Il calciomercato? Ancora oggi è una speranza ricorrente, nella testa di chi opera la missione è quella di migliorare la squadra. Procuratori? È un luogo comune quello che li vede tutti come delinquenti. In realtà ce ne sono molti che con professionalità curano gli interessi dei calciatori e offrono operazioni importanti alle società e le aiutano. Dario Canovi per esempio, che è uno con cui ho avuto diversi scontri, è veramente il primo che ha inventato questo mestiere”.

LE CARATTERISTICHE DI UN CALCIATORE – “Il calciatore mi deve emozionare mi deve colpire, si deve muovere in una certa maniera. Questo capita spesso, mi basta vedere un calciatore per qualche minuto per restarne affascinato. Sul campo immagino sempre con un attimo di anticipo quello che un calciatore sta per fare ed è la mia caratteristica principale”.

LA ROMA – “La Roma? Anche per me è stata una sofferenza vendere calciatori importanti, ma è stato un problema che la Roma ha dovuto affrontare perché il fatturato della Roma in quel periodo non era neanche minimamente avvicinabili ai fatturati delle grandi squadre italiane”.

LE DELUSIONI E PASTORE – “Sono tanti i calciatori che hanno deluso non li elenco tutti perché mi farei del male da solo. Ho creduto in tanti calciatori che poi non sono riusciti ad andare oltre le piccole cose iniziali. Per esempio Pastore, che a 19 anni è arrivato a Palermo e giocava un calcio che solo nei sogni si poteva immaginare. Poi è andato al Psg, stava facendo una grande carriera, ma a un certo punto si è totalmente seduto e mi dispiace perché è un giocatore che avrebbe ancora delle qualità straordinarie. Gliel’ho detto qualche giorno fa quando ci siamo incontrati per caso. Bidoni? C’è una reale difficoltà a giocare in Italia, io lo vedo ogni giorno perché da noi la tattica è prevalente su altre cose e i calciatori che vengono sono in chiara difficoltà all’inizio e ci mettono tempo”.

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