Ronaldo il Fenomeno: “Quando suona l’inno della Champions, i giocatori se la fanno addosso”



Un inno che mette i brividi a qualsiasi tifoso; figuriamoci a chi gioca. Squadre allineate prima del fischio d’inizio, parte l’inno della Champions, e non c’è giocatore che non lo ascolti in religioso silenzio, godendosi ogni attimo, ogni nota di quella musichetta aulica. Volti molto spesso tesi, e adesso abbiamo anche la conferma di un campione a qualche nostro sospetto. Perché in alcuni casi i brividi che provano i giocatori possono anche essere di paura.

Quando suona l’inno della Champions i giocatori se la fanno tutti addosso. Poi però prendono il pallone e si rilassano”, ha raccontato senza mezze misure il ‘Fenomeno’ Ronaldo, che a quel palcoscenico era abituato, negli anni del Real Madrid, ma che vivrà per sempre con il rammarico di non essere mai riuscito a stringere quella coppa per le orecchie. Era un altro Real, forse anche un altro calcio, come conferma in un’intervista a ‘Efe’: “Il calcio è cambiato, speriamo che i giocatori cerchino sempre di fare del loro meglio e di essere il più onesti possibile dentro e fuori dal campo”, ha detto, con riferimento in particolare ai simulatori.
Anche il suo Brasile è cambiato, e un pizzico di nostalgia trapela dalle sue parole quando dice che “Dal 2002 ad oggi non abbiamo più vinto niente e non sentiamo buone sensazioni. Abbiamo più problemi del Messico ad esempio e parecchi dubbi quando pensiamo alla nostra squadra”.

Oggi, 42enne e nei panni del presidente (del Valladolid), Ronaldo ha posato accanto a quella Champions che gli manca in bacheca e di cui sarà ambasciatore, scherzando anche sul fatto che il suo club è ben lontano da questo obiettivo e non ha abbastanza denaro da investire sul mercato. Non poteva mancare, ovviamente, una battuta sul suo quasi omonimo Cristiano Ronaldo, che invece quella coppa la conosce bene: “Merita tutto ciò che ha vinto, è un giocatore incredibile”. Parola di Fenomeno.



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