Prandelli, l’ex Ct azzurro torna in Serie A dopo gli ultimi anni all’estero: la sua storia



Può capitare, in una sera di dicembre, che la Serie A torni a bussare alla porta dopo 8 lunghi anni. 8 anni nei quali Cesare Prandelli è stato Ct dell’Italia, guidando gli azzurri in un Campionato Europeo e al Mondiale brasiliano; e ha poi girovagato un po’ il mondo, sedendosi senza molta fortuna sulle panchine di Galatasaray, Valencia e Al-Nasr. “L’esilio” può finire qui: a puntare nuovamente su di lui è il Genoa, che sta attraversando una tormentata stagione ed è già al secondo cambio in panchina. Prima Ballardini, poi Juric e l’eliminazione contro l’Entella in Coppa Italia dopo un cammino troppo lento in campionato. Ora tocca a Cesare Prandelli, che con la Serie A si era salutato nel 2010 dopo aver guidato la Fiorentina per cinque anni.

Viola europea

A Firenze l’ultimo Prandelli in Serie A, il punto più alto raggiunto con le due qualificazioni consecutive in Champions League con la Fiorentina nel 2008 e nel 2009 e l’amara eliminazione agli ottavi di finale contro il Bayern Monaco nel 2010, arrivata dopo il primo posto ai gironi, frutto della doppia vittoria con il Liverpool. D’altronde, il feeling con l’Europa lo aveva già fatto vedere a Parma, dove tra il 2002 e il 2004 aveva centrato due quinti posti e la qualificazione in Coppa Uefa. Il Prandelli allenatore si forma a Bergamo, dove allena le giovanili dell’Atalanta dal 1990 al 1997, con una breve parentesi alla guida della prima squadra nel 1994. Il primo exploit è a Verona: promozione dalla B alla A con l’Hellas nel 1999 e nono posto nella stagione successiva. Salto dalla B alla A bissato anche con il Venezia nel 2001: in laguna però Prandelli non riesce ad affermarsi anche in Serie A e viene esonerato dopo cinque giornate.

L’azzurro agrodolce

Il ricordo del Prandelli Ct può essere concentrato in due momenti. Nel 2012 l’Italia è grande protagonista dell’Europeo giocato in Polonia e Ucraina e arriva fino alla finale, tenendo testa alla Spagna nella fase ai gironi ed eliminando Inghilterra e Germania successivamente. Proprio la vittoria sui tedeschi in semifinale (2-1), firmata Balotelli, è probabilmente il sorriso più dolce dell’era Prandelli in azzurro. Nonostante poi arrivi la doccia fredda nella finale di Kiev, quel 4-0 senza appello della Spagna che si dimostrò quasi ingiocabile e ad un livello decisamente superiore di quello mostrato nella fase a gironi. Il secondo torneo che gli azzurri giocano sotto la guida di Prandelli è il Mondiale brasilano del 2014: dopo l’illusione all’esordio contro l’Inghilterra, arrivano due sconfitte per 1-0 contro Costa Rica e Uruguay. L’espulsione di Marchisio, il morso di Suarez a Chiellini, la palla che non vuole entrare: contro la Celeste terminano il Mondiale azzurro e l’esperienza da Ct di Prandelli, che si dimette subito dopo.

Le esperienze all’estero

Prandelli cerca il riscatto lontano, in Turchia. Viene ingaggiato dal Galatasaray, ma parte con il piede sbagliato perdendo la Supercoppa contro il Fenerbahce, sebbene soltanto ai calci di rigore. È il preludio ad un feeling che non esplode mai: il Galatasaray arranca dietro Fenerbahce e Besiktas in campionato e viene eliminato da ogni competizione europea finendo ultimo il girone di Champions: proprio una sconfitta a Bruxelles contro l’Anderlecht risulta fatale a Prandelli, esonerato a novembre. Seguono due anni di inattività e il tentativo di rilancio a Valencia, nel 2016: subentra in corsa, con la squadra che naviga in acque non proprio sicure in Liga, ma a causa di alcune divergenze sul mercato si dimette prima della fine dell’anno, senza peraltro essere riuscito a dare il cambio di passo alla squadra spagnola. L’ultimo club allenato è l’Al-Nasr, negli Emirati Arabi: qui l’esperienza dura un po’ di più rispetto alle due precedenti, ma non è comunque soddisfacente. Prandelli viene esonerato a gennaio 2018, dopo una sconfitta in coppa e con la squadra terza in classifica. Adesso si riaffaccerà in Serie A, con un obiettivo nuovo anche per lui: la salvezza con il Genoa, insieme ad un riscatto personale con cui far coincidere il ritorno in Italia.



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