Nazionale, Mancini: “Voglio un’Italia con una mentalità offensiva”

2 Maggio 2019
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Il 14 maggio sarà passato un anno dalla nomina di Roberto Mancini come Ct dell’Italia: è già dunque tempo di un primo bilancio, nonché di inquadrare le prospettive a breve e lungo termine di questa nazionale. Mancini lo ha fatto in un’intervista a Radio 24, nella quale ha toccato molti temi: “Sono arrivato in uno dei momenti più difficili degli ultimi 50 anni, non era semplice e dovevamo cercare di fare qualcosa per avere un buon presente e un grande futuro. La soluzione giusta è stata rappresentata dai giovani: in un anno ci sono stati momenti difficili, ma è stato bello e divertente. Ora siamo felici, perché quando gioca l’Italia c’è un po’ più di gioia. La Nazionale è stata la mia prima scelta, per me è talmente bella e importante che non poteva che essere così: da calciatore le ho fatte tutte, ora spero di vincere da allenatore perché da calciatore non ci sono riuscito”.

“Zaniolo, Kean e Tonali: giovani di grande prospettiva”

Già, i giovani. Quella che volge al termine è stata la stagione dei vari Zaniolo, Kean. Mancini la vede così: “Zaniolo, bravi noi a chiamarlo ma anche Di Francesco a farlo giocare successivamente. Per me è una mezz’ala che può fare tutto perché ha tecnica, fisico e fantasia. Lui, Tonali e Kean sono di grande prospettiva”. Su Kean, il Ct aggiunge: “Dipende da lui: fisicamente può diventare devastante e la porta la vede, ma è giovane e deve imparare tante cose e migliorare sotto tanti punti di vista. Vedete Allegri, che lo fa giocare un po’ sì e un po’ no?”. Insomma, un percorso di crescita che è parallelo a quello della sua squadra: “Durante quest’anno siamo stati abbastanza veloci a trovare una squadra ocmpetitiva, ma anche se il percorso è buono e veloce, c’è ancora tanto da lavorare. Intanto pensiamo a giocarci la qualificazione a Euro2020 nelle prossime due partite, poi avremo un anno per migliorare, arrivare all’Europeo e giocarcelo”.

“Italia dalla mentalità offensiva, ma non sempre si può”

Ma i giocatori che ha a disposizione, sono andatti per il credo tattico di Mancini? Lui risponde così: “Ho sempre cercato di impostare le squadre cercando di giocare bene e vincere, ma a volte devi adattarti perché il materiale a disposizione non è adatto per fare quello che vorresti. La mia mentalità era offensiva perché ero un giocatore d’attacco e resta tale anche adesso che sono il Ct della Nazionale, ma non sempre si può fare. Dobbiamo migliorare sotto l’aspetto realizzativo, creiamo tanto ma non segniamo in proporzione perché facciamo troppi errori. Avete visto Barcellona-Liverpool?”. Poi Mancini parla di alcuni singoli: “Insigne deve stare tranquillo, anche se per le qualità che ha può fare molto di più. Nei momenti difficili bisogna abbozzare e allenarsi ancora più duramente? Balotelli? Lo conosco troppo bene, per questo aspetto che continui a migliorare: sotto l’aspetto del gol, e nel prendere meno ammonizioni”.

“Critiche agli allenatori italiani? Pochettino in Italia l’avrebbero ucciso, invece…”

Infine, una considerazione che esula dalla Nazionale, ma non dal calcio italiano dove ultimamente molti allenatori vengono criticati: “Guardate Pochettino: è da 5 anni al Tottenham, ha una squadra forte ma non ha ancora vinto niente. In Italia l’avrebbero ucciso, invece lui è ancora lì e ogni anno cerca di migliorare la sua squadra. Anche Klopp, rischia di non vincere niente, ma la stagione del Liverpool è stata esaltante”.



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