Napoli-PSG, Blanc: “Ancelotti ha migliorato una squadra già forte, mi piacerebbe allenare in Italia”



Quella tra Napoli e Paris Saint Germain non sarà una partita come le altre per Laurent Blanc. Da un lato gli azzurri, con i quali è stato protagonista nella stagione 1991/92 della prima esperienza italiana da calciatore, dall’altro i parigini, con i quali in tre anni, dal 2013 al 2016, ha conquistato tre edizioni della Ligue 1 e non solo da allenatore. Al San Paolo le due squadre si affronteranno nella quarta giornata di Champions League, competizione nella quale Blanc – che al PSG aveva sostituito proprio l’attuale allenatore del Napoli Carlo Ancelotti – non è mai andato oltre i quarti di finale. In caso di risultato negativo a Napoli, però, il club francese potrebbe rischiare di non qualificarsi addirittura agli ottavi. Blanc ne ha parlato così: “Il girone del PSG è molto difficile – ha spiegato l’ex difensore campione del mondo con la Francia nel 1998 nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport -, c’è il Liverpool, che è stato finalista nell’ultima edizione della Champions League e che si gioca il titolo in Premier League, e c’è il Napoli, una squadra che sia Italia che in Europa è in costante crescita da ormai quattro o cinque anni. Per questo non è così strano che il PSG in questo momento sia in una posizione così scomoda. Magari paga il fatto di dominare in Francia con troppa facilità: affrontare squadre dello stesso livello può mandare i parigini in difficoltà. La Champions è spettacolare e difficile, ogni debolezza viene sfruttata dagli avversari. Per prevalere è necessario essere perfetti non solo dal punto di vista tecnico, fisico e tattico, ma anche per quanto riguarda lo spirito di squadra”.

Da Cavani a Verratti e Buffon

Blanc ha poi dato un parere su alcuni singoli, dal grande ex di giornata Edinson Cavani – allenato nell’esperienza al PSG – agli italiani Verratti e Buffon. “Cavani non segna da un mese e non convive bene con Neymar e Mbappé? Tutti gli attaccanti attraversano momenti meno brillanti – ha proseguito l’ex difensore dell’Inter -, gli passerà. Di sicuro le sue qualità non si discutono, Cavani è uno di quelli che se gioca fa la differenza. Anche davanti ai suoi vecchi tifosi. E’ anche compito dell’allenatore fare in modo che si esprima al meglio, è evidente che non ha lo stesso tipo di gioco di Neymar e Mbappé. Se sono compatibili? C’è anche da considerare la volontà dei giocatori e dell’allenatore. Non conosco allenatori a cui non farebbe piacere avere problemi di questo tipo. Se il ritorno di Buffon può creare scompensi ad Areola? Non credo, Gigi è un grande professionista e penso che sia una fortuna per Areola averlo accanto: può migliorarsi e crescere ancora. Per quanto riguarda Verratti, non penso che sia migliorato da quando ho lasciato il PSG, ma rimane un giocatore eccezionale. Lui è stato frenato dagli infortuni: il fatto di aver saltato gli Europei per la pubalgia e di non aver giocato i Mondiali con l’Italia lo ha penalizzato. Inoltre credo che gli manchi un giocatore come Thiago Motta, che sapeva esaltare perfettamente le sue qualità”.

Il pensiero sul Napoli

Blanc si è poi complimentato con il Napoli di Ancelotti: “All’andata il PSG ha avuto grandi difficoltà in mezzo al campo, perché spesso è lì che si vincono le partite. Nel PSG – ha proseguito -, ci sono giocatori che amano il possesso palla e dominare le gare, ma che quando sono costretti a subire e difendere vanno in grossa difficoltà. Il Napoli gioca con Hamsik davanti alla difesa, certamente uno che non regala palloni. Ancelotti è stato in grado di migliorare una squadra che già da qualche anno gioca bene. Ha rigenerato diversi giocatori e ha dato alla squadra un’idea precisa di gioco offensivo, che nasce dal portiere e arriva fino a Mertens e Insigne, che sono sempre molto pericolosi”.

Voglia di Italia

In chiusura Blanc ha commentato la crescita del calcio italiano e non ha escluso la possibilità di poter allenare nel nostro Paese. “Il calcio italiano è cambiato e cresciuto in generale. Dopo il dominio degli anni ’90, era finito in un tunnel dal quale adesso si è usciti nella maniera migliore, ovvero cambiando, aggiungendo mentalità offensiva e creatività, ma senza rinunciare alla cultura tattica. I risultati di questa evoluzione si vedono anche in Europa: ad esempio seguo con molta attenzione la mia Inter, una realtà con la quale bisogna ormai fare i conti, nonostante nella gara di andata sia stata dominata dal Barcellona, squadra più abituata alla Champions. La nuova tendenza è evidente anche per la Roma, il Milan, la Lazio e ovviamente la Juventus, che resta il motore del calcio italiano. Io sono molto legato alla Serie A e sono pronto ad ascoltare proposte ambiziose, sia per quanto riguarda progetti di rilancio che da perfezionare. Negli ultimi anni sono rimasto fermo, ho rifiutato diverse nazionali perché voglio vivere il calcio quotidianamente. Mi piacerebbe farlo anche in Italia, un Paese che amo e nel quale c’è la passione che mi motiva”.



Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.