Milan-Lecce 2-2: Pioli non riesce a dare la scossa

20 Ottobre 2019
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Neanche la cura Pioli riesce a risollevare questo Milan. A San Siro l’occasione era ghiotta: il Lecce di Liverani sembrava la vittima predestinata per risollevare le sorti e la stagione del Diavolo. Tutto pareva andare in quella direzione con un primo tempo a tratti spumeggiante, il vantaggio trovato con un Calhanoglu rigenerato. Un pari subito ingenuamente su rigore ma poi archiviato con la zampata del risorto Piatek, al primo gol su azione in questa stagione. Sembrava finalmente una serata di festa per i tifosi rossoneri. E invece no. Perché al 93’ una conclusione stratosferica di Calderoni riportava il risultato in parità. Con il ritorno di tutti gli incubi legati all’era Giampaolo. Il 2-2 finale non serve a nulla ad un Milan capace di vincere solo una partita nell’ultimo mese. La sfida contro la Roma della prossima settimana potrebbe già essere un crocevia fondamentale in questa disastrata stagione, almeno fin qui. In caso di ko all’Olimpico la distanza che porta alla Champions diventerebbe quasi insormontabile.  

A Pioli viene chiesto tutto e subito: gol, gioco, mentalità. La realtà è che il neo tecnico ha potuto contare sulla rosa al completo a Milanello solo per tre sedute. La scarsità di tempo a disposizione ha influito anche nelle scelte di formazione. Meglio non correre rischi: Leao titolare (sesta presenza stagionale, la quarta da titolare) al posto di Rebic, tenuto ancora in panchina. In avanti ci sono Suso e Calhanoglu. La squalifica di Calabria permette a Conti di appropriarsi della corsia di destra. Dall’inizio anche Paquetà mezzala a sinistra. 
Il silenzio polemico dei 50mila di San Siro dura meno di un minuto, il tempo per Leao di prendere palla, scartare Lucioni e tentare un rasoterra angolato ben deviato da Gabriel. E’ il segnale inequivocabile della nuovo ciclo, la scossa che il pubblico e la dirigenza rossonera speravano dopo il cambio in panchina. Il Milan sembra giocare più libero di testa, rinvigorito nell’animo. La manovra è avvolgente, il Lecce subito in apnea. Al 12’ un’incursione di Biglia in area salentina genera un cross che Lucioni devia con il braccio attaccato al corpo. I padroni di casa chiedono un rigore che l’arbitro Pasqua giustamente non assegna. Passa un minuto e Calhanoglu ci prova con una botta terrificante dal limite alta di poco oltre la traversa. E’ proprio il turco la grande rivelazione del nuovo corso: tonico, aggressivo, sempre sul pezzo. Sembra un altro rispetto al fantasma di qualche settimana fa. Non poteva che essere lui a sbloccare il risultato con un potente tiro da posizione defilata al 20’ che incenerisce Gabriel sul proprio palo. La furia del Diavolo non si ferma ma prima Suso e poi Leao sprecano due buone chance per il raddoppio. E il Lecce? Ridotto a semplice sparring partner. La squadra di Liverani non riesce mai a pungere, limitandosi ad una disastrosa strategia di contenimento. 

La ripresa comincia con Farias al posto di Falco. Un cambio che è un’iniezione di coraggio. La squadra di Liverani sembra avere un altro atteggiamento e, soprattutto, osa un po’ di più grazie anche ad un Milan meno arrembante e più attendista rispetto a quello ammirato nella prima frazione. Un Lecce già sbilanciato permette ai padroni di casa di avere più spazi da aggredire ma Leao in due circostanze pecca di precisione, imitato da Kessie. Ringrazia il Lecce che al 60’ si guadagna un rigore per un intervento di braccio di Conti su cross di Farias dalla destra. Dal dischetto va Babacar che prima si fa neutralizzare il tiro da Donnarumma ma poi infila sulla ribattuta sotto misura. E’ il pari che non ti aspetti e che costringe il Milan agli straordinari. I rossoneri rimettono il piede sull’acceleratore ma sono sfortunati con una traversa colpita da Calhanoglu direttamente da calcio d’angolo. Pioli si gioca le carte Krunic, Piatek e Rebic, Liverani si copre con Petriccione al posto di Majer.

La manovra del Milan è farraginosa, confusionaria e l’incubo pareggio aumenta l’ansia nei giocatori. Il Lecce sembra controllare senza problemi il prezioso pari ma tutto cambia a dieci minuti dalla fine quando Calhanoglu si inventa una magia di tacco sulla destra, entrando in area pugliese: sul potente cross rasoterra del turco si avventa Piatek che in scivolata infila il nuovo vantaggio tornando finalmente a ‘sparare’. E’ il suo primo sigillo su azione, il terzo in campionato. Il 2-1 permette alla squadra di Pioli di rifiatare e scombina i piani di Liverani che mette subito in campo l’ex Lapadula nel tentativo di riequilibrare il risultato. La difesa rossonera gestisce senza particolari problemi gli ultimi, flebili assalti avversari. Ma al 92’ arriva la doccia fredda che ammutolisce San Siro: Calderoni si inventa un sinistro magico dai trenta metri che si infila alle spalle di Donnarumma. Una conclusione potentissima che manda in estasi i pugliesi per un pareggio ritrovato nel momento più insperato. E’ il 2-2 che conferma la forza del Lecce in trasferta (tutti i punti fin qui conquistati sono arrivati fuori dalle mura amiche) e rovina l’esordio di Pioli che già pregustava i tre punti. In classifica il Milan (quattro punti nelle ultime cinque partite) sale ad 11 punti. La zona Champions ora è distante sei lunghezze. 
 

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