Juve, una maledizione Champions da cancellare



In quel secondo tempo di Juventus-Real c’è tutto il racconto, verrebbe da dire tutta la differenza profonda, che scorre oggi tra i Blancos e i bianconeri. Una differenza fatta dal rango prima ancora che dai bilanci, comunque doppi per fatturato rispetto a quelli di Madama. L’essere una squadra grande, grandissima come il Real, o essere un gruppo che da ormai tre stagioni lotta con insistenza per arrivare lassù, sul tetto d’Europa, come la Juve di Allegri. La distanza è ancora evidente, visibile, e con il passare dei minuti – mentre le squadre si stancavano e gli spazi per la qualità dei centrocampisti aumentavano – si è compreso tutto il solco. Da una parte il migliore giocatore del mondo, Cristiano Ronaldo, che da solo decide il match aprendo con un suo gol  e mettendo il sigillo con il terzo, dall’altro un ottimo centravanti come Higuain, in grado di fare la differenza nel nostro campionato, ma ancora una volta bloccato al momento decisivo, sia il Mondiale o la Champions.

Il Real Madrid è apparso troppo forte per questa Juve, che pure nel primo tempo aveva tenuto bene il campo. Troppo superiore per esperienza internazionale, ricchezza di alternative (in panchina figuravano Morata e Bale, con James Rodriguez addirittura in tribuna, tanto per gradire), un campione come Cristiano Ronaldo e un allenatore, l’ex della serata Zinedine Zidane, che ha trionfato nella sua personale sfida con Allegri, annullando Dybala e dominando sulle fasce. In meno di due anni da allenatore, Zizou ha vinto tutto: due Champions, un Mondiale per club, la Liga quest’anno. Uno dei rarissimi fuoriclasse planetari, con Crujiff, a saper vincere da giocatore e da allenatore. Mica poco. Considerato una sorta di traghettatore dopo Benitez, ha capito che per conquistarsi il rispetto di uno spogliatoio gonfio di stelle non servivano altre parole, bastava la sua storia. Nessuno aveva mai vinto due volte di fila la Champions da quando si chiama così. E bisogna risalire a Sacchi per trovare un tecnico due volte vincente in due anni.

La Juve chiude con molti rimpianti. Ma non deve farsi prendere dalla tentazione di buttare via tutto. Le sei stagioni di successi in Italia, tra campionato e Coppa Italia, unite alle due finali disputate in tre anni, dicono che il lavoro avviato da Andrea Agnelli ha portato comunque a risultati significativi. Dai quali occorre ripartire. “L’anno prossimo saremo ancora più convinti di essere all’altezza” ha detto il presidente bianconero a fine gara. Il cammino per cancellare il fantasma ripartirà tra poche ore, con il nuovo mercato.



Source link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.