Genoa, Perin: ‘Lotta salvezza? Ci sono tante squadre. E questa Juve non è in difficoltà’

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Il portiere rossoblù ai microfoni di Sky Sport: “Ora lavoriamo con l’energia giusta. Pronti a lottare fino alla fine: pensiamo solo a noi, ma la lotta salvezza non sarà necessariamente a quattro. Momento complicato per la Juve? Quando le partite peseranno davvero vedrete che non è così”

Cinque punti nelle ultime tre partite, due delle quali chiuse senza subire gol. Il Genoa inizia la risalita verso la salvezza e Mattia Perin è tra i protagonisti del mini sprint dei ragazzi di Nicola. Un momento particolare, per il classe ’92 al suo secondo ritorno in rossoblù (in prestito dalla Juventus), che il portiere ha voluto raccontare così in una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Sky Sport dal rinnovatissimo centro sportivo di Pegli. Dove l’atmosfera è concentrata ma distesa, di sottofondo il reggaeton rigorosamente scelto da Zapata: “E Cristian sabato ci sarà, me l’ha appena detto. Segnatevelo per il fantacalcio”, esclama divertito Perin.

Di nuovo al Genoa. Una sfida difficile ma affascinante: siete sulla strada giusta?

Sicuramente c’è stata la reazione, abbiamo preso punti su campi difficili per poi vincere in casa contro una squadra come il Cagliari. Abbiamo bisogno di questi risultati: non ci mancano le qualità, ma quando sono arrivato qui ho sentito che mancava un po’ di fiducia. Ora riusciamo a esprimere meglio le nostre capacità, siamo un gruppo importante che deve continuare a lavorare come ci dice il mister. Nicola è molto meticoloso e ci trasmette tanta energia. Dobbiamo tirarci fuori da questa situazione il prima possibile, o altrimenti essere pronti a lottare fino alla fine per raggiungere il nostro obiettivo.

Fate la corsa sul Lecce o ci sono anche altre avversarie?

Sappiamo che ci sono altre squadre che possono rientrare nella lotta salvezza, non siamo solo noi quattro. Ma guardiamo solo al Genoa, a quello che siamo e a quello che serve per cercare di migliorare i punti deboli attraverso il lavoro sul campo. Sappiamo che se facciamo bene il nostro lavoro e portiamo punti importanti a casa abbiamo il futuro nelle nostre mani.

Oltre al cambiamento del centro sportivo, come hai trovato il Genoa dal tuo ritorno?

Anche se sono stato via un anno e mezzo ho ritrovato quasi tutte le persone che mi vogliono bene e che qui mi hanno visto crescere. Quello che ho visto cambiato è davvero il centro sportivo: ora comincia ad essere di primissimo livello, c’è anche la palestra nuova, e per questo bisogna ringraziare la società. Mentre sappiamo che i tifosi sono dalla nostra parte e ci sosterranno fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Dobbiamo tornare a fare punti a Marassi, perché sappiamo che qui possiamo fare la differenza sfruttando la carica del nostro pubblico.

Ora ti senti addosso un ruolo di leader che ti ha trasmesso la Juventus?

Un leader non si autoproclama. Cerco di dare una mano ai più giovani insieme ai più esperti e di essere la migliore versione di me stesso in tutto quello che facciamo. Poi il resto viene da sé. Qui ci sono tanti ragazzi giovani e intelligenti: ci stanno ascoltando e questo è molto importante per noi.

Sul momento delicato in casa bianconera.

La stagione è lunga e all’interno della sua gestione ci possono essere momenti di calo. Ma non vedo nulla di preoccupante: sono giocatori top al mondo, con uno spessore tecnico e umano davvero di un altro livello. Sapranno sicuramente uscire da una situazione che sembra complicata ma non lo è. Questi ragazzi sono abituati ad andare forte non solo in discesa ma anche se la strada diventa in salita. E quando le partite cominceranno davvero a pesare davvero riusciranno a fare la differenza.

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