Chelsea-Eintracht, Sarri: “Gara bella e sofferta. Tornare in Italia? Per ora no”

14 Maggio 2019
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Una parata di Kepa e il rigore decisivo di Eden Hazard portano il Chelsea a Baku: è finale di Europa League. Dopo una semifinale di ritorno sofferta contro l’Eintracht Francoforte, i Blues sono festeggiare. E anche Maurizio Sarri può tirare un sospiro di sollievo: “Era palese che se non avessimo segnato nel primo tempo le cose si sarebbero messe male – ha spiegato nel post partita l’allenatore italiano – Loro sono una squadra dinamica e pericolosa. È stata una partita difficile (la 61esima della stagione del Chelsea, ndr), abbiamo finito la benzina nel secondo tempo e siamo stati in parte bravi a stare sul pezzo nei supplementari. La partita è stata bella e sofferta”. Doppia finale tutta inglese: “Noi per andare in fondo alla Coppa di Lega abbiamo dovuto eliminare Liverpool e Tottenham e in finale abbiamo pescato il Manchester City. Questo dà l’idea di quanto sia competitivo il calcio inglese e lo sarebbe ancora di più se togliessero una delle due coppe nazionali”.

“Tornare in Italia? Per ora no”

Sarri ha poi tirato le somme del suo primo anno in Inghilterra, quando ancora la stagione deve concludersi: “Non è semplice, ti scontri con diversità culturali, di mentalità e di alimentazione, è un mondo abbastanza diverso dal nostro – ha ammesso – Per certi versi bisogna mollare anche qualcosa. Giocare così tanto? A me fa piacere, mi dà grande adrenalina: i giocatori inglesi sono abituati a questo tipo di ritmi. È un calcio difficile, il livello qui è altissimo e non è più così distante dal nostro. Si comincia a giocare un calcio tatticamente più evoluto, con la differenza che sono rimasti i ritmi del vecchio calcio inglese”. Sui sacrifici tattici a cui è stato costretto, poi: “Dal punto di vista tattico mi dispiace non aver potuto lavorare meglio sulla linea difensiva, ma non ho avuto tempo – ha aggiunto Sarri – Certi errori col lavoro sono evitabili. Nel calcio inglese tanti giocatori sono fortissimi a livello individuale, ma sono portatori di palla e hanno bisogno di tempo per cambiare mentalità. A Napoli si era invece creato un sistema. Diventa difficile snaturare alcuni giocatori e non sarebbe neppure producente”. Una battuta finale sul possibile ritorno in Serie A: “Per ora no”, ha concluso.



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