Catania, un tris d’assi e un reparto per agganciare il Lecce



Il tecnico del Catania, Cristiano Lucarelli per la caccia al Lecce capolista ha in mano un poker d’assi. Per vincere al tavolo verde della promozione in B. Nei giorni dei saldi crescono a dismisura i sogni di tutti, delle squadre che hanno fatto bene nel girone di andata ma anche di chi ha evidenziato preoccupanti carenze. Il Catania per capacità non certo per fortuna, ha costruito i suoi 41 punti su basi solide (difesa impenetrabile) e su una effervescente qualità di gioco illuminato da Lodi. Stavolta pertanto il direttore dei direttori Pietro Lo Monaco e il suo fido braccio destro Cristian Argurio potranno presentarsi al mercato per sistemare qualcosa, non per stravolgere. Ci sarà bisogno di 3-4 ritocchi giusti e di liberarsi di qualche elemento inutile alla causa. Al resto, a crescere e far lievitare i desideri rossazzurri, dovranno pensarci essenzialmente quelli che già ci sono. Su tutti, un tris di uomini e un intero reparto.


IL GIGANTE –   Nel calcio, il ruolo del portiere è da sempre considerato cruciale per gli equilibri e le dinamiche di una squadra. L’estremo difensore deve “comandare” la difesa sia perchè possiede dalla porta una visione più ampia di quanto accade in campo, sia perchè deve trasmettere certezze ai propri compagni. Pisseri finora ha giocato tutte le partite del girone di andata dimostrando di possedere non solo qualità tecniche indiscutibili, ma anche doti mentali e caratteriali non indifferenti. E’ una sicurezza e Lucarelli per dare la caccia al Lecce può contare su di lui.


IL MURO – La vera novità tattica della stagione in corso è l’utilizzo di un sistema di gioco che prevede l’utilizzo di tre difensori: non tutte le retroguardie a tre sono uguali, ma tutte nascono dalla stessa necessità. Rispondere adeguatamente al pressing avversario. La difesa del Catania poggia su tre pilastri: Aya, Tedeschi e Bogdan. Sul gioco aereo sono fortissimi ma anche con i piedi se la cavano. La difesa meno perforata della C Girone C è quella etnea e solo Pisa, Sambenedettese e Renate hanno incassato meno reti negli altri gironi. Per la promozione, il Lecce deve fare i conti con il muro rossazzurro e Lucarelli chiede che l’assetto arretrato diventi più solido e corra meno rischi nel girone di ritorno.


IL FARO – Una dinamo. Come quelle delle biciclette. Una macchina che trasforma il lavoro meccanico, quello dei piedi, in energia elettrica. E, dunque, luce. Francesco Lodi è la dinamo del Catania. Basta che giri lui, i suoi piedi, i suoi pensieri nella testa, ed ecco che gira tutta la squadra. Illuminata dalle sue giocate. Ha giocato 16 partite segnando 4 reti ma a centrocampo detta legge. Un metronomo che detti i tempi. Un faro, che quando si accende dà luce a tutti i giocatori in campo. Ma che non può restare spento, pena l’inevitabile impossibilità di muoversi al meglio per tutto l’undici  rossazzurro. Per ingranare ci ha messo un po’ dopo un anno senza campo. Le caratteristiche fisiche e atletiche del giocatore richiedono del tempo in più per trovare la condizione migliore ma cammin facendo è salito di quota. In un campionato dove bisogna correre e sacrificarsi, a volte ha pagato dazio contro avversari senza curriculum, ma Lucarelli sa che, 3-5-2 o 4-3-3, con Lodi in campo la musica è sinfonica.


IL BOMBER – Un Curiale così non si era mai visto nel girone di andata. Con nove reti in 19 partite, ha uno score superiore persino al suo momento top della carriera con la maglia del Frosinone dove nella stagione 2013/14 contribuì con 12 reti alla promozione in B dei laziali.  L’equazione è semplice: senza la straordinaria vena realizzatrice, il progetto tecnico-tattico di Lucarelli non sarebbe decollato. Se Curiale si ripetesse fino a maggio, nessun traguardo sarebbe precluso ai rossazzurri.



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