Capello: «Scudetto 2006 all’Inter? Una comica»

14 Gennaio 2019
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ROMA –  Dichiarazioni destinate a riaprire le annose polemiche post Calcipoli, quelle rilasciate da Fabio Capello a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. L’ex allenatore della Juventus si schiera a favore della decisione della società bianconera di presentare ricorso al Collegio di Garanzia del Coni riguardo l’assegnazione dello Scudetto 2006 all’Inter. Queste le parole di Capello: “Il ricorso per lo scudetto del 2006? Mi sembra una cosa giusta – spiega Capello – è comico sia stato assegnato all’Inter, che arrivo’ terza ed era anch’essa indagata. Il commissario Guido Rossi decise frettolosamente perchè avevamo bisogno di una squadra che si iscrivesse in Champions ma fu un errore. Fu una cosa ingiusta, le regole non furono rispettare e la giustizia sportiva non ha potuto indagare a fondo.”

LA NAZIONALE  – Nell’intervista, Capello ha toccato anche altri temi di attualità calcistica. Questo il suo pensiero su Mancini e la Nazionale: “Mancini ha fatto un buon lavoro mettendo alla prova i nuovi talenti italiani, hanno la capacità di giocare in Nazionale dove si possono prendere delle responsabilità. Ci vuole più coraggio per farli giocare i giovani e ora sembra che il coraggio sia arrivato.

HIGUAIN – E’ stato proprio Capello a lanciare Higuain nel 2007, acquistandolo dal River Plate ai tempi della seconda esperienza al Real Madrid. Sempre al centro di voci di mercato, il futuro del Pipita potrebbe essere lontano dal Milan. Capello paragona la situazione di Higuain a quella di un altro suo ex giocatore e ritiene verosimile il trasferimento al Chelsea: “L’argentino deve ritrovare serenità, si è un po’ perso anche per queste voci di mercato, è svogliato in campo e bisogna riportarlo ai livelli che conosciamo ma se discutiamo Higuain è finito il calcio. Mi ricordo quando arrivai io alla Juve c’era Trezeguet che voleva andar via e gli dissi che era uno dei più importanti per me e lo convinsi a restare. La mia sensazione è che Higuain voglia andare da Sarri che lo conosce bene e che mette in evidenza le sue doti.”

RAZZISMO – Questa la proposta di Capello sulla questione razzismo negli stadi italiani: “I giocatori dovrebbero sedersi in campo, senza per questo subire delle sanzioni: cosi’ si aiuterebbe il pubblico sano e quelli che fanno i buu potrebbero smettere e vergognarsi di quello che stanno facendo. L’Italia e’ l’unico posto dove gli ultras comandano e i giocatori vanno a salutarli sotto la curva: l’85-90% dei tifosi e’ importante, non questi signori con striscioni, slogan e troppi poteri ottenuti dalle società.”


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