Calciomercato Juventus, incontro con il Cagliari per Barella: possibile una sinergia

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Giovane già grande, Stankovic e Lebron gli idoli

Leader in mezzo al campo con la maglia del Cagliari, maturo nella vita di tutti i giorni, papà di una bambina a soli 20 anni, Nicolò Barella è stato definito da chi lo conosce un ‘giovane già grande’. Cresciuto in Sardegna (nel 2015/16 esperienza in Serie B con il Como), è recente il suo rinnovo del contratto fino al 2022 con il club sardo: “Ringrazio la società, il presidente e il direttore generale per questo rinnovo: sono felicissimo. Significa che sto facendo bene – ha detto Barella poco dopo l’ufficialità del nuovo accordo – e la cosa non può che farmi piacere. Ho rinnovato con la squadra della mia città, quella con la quale sono cresciuto: non potevo chiedere altro. Ho sempre tifato Cagliari, amo questa maglia”. Calcio e non solo, Barella è un grandissimo appassionato di NBA. E se un modello da seguire per mentalità è Lebron James, l’idolo calcistico – oltre a Daniele Conti – è Dejan Stankovic: “Adoro l’NBA – ha raccontato il centrocampista in passato rispondendo alle curiosità dei tanti tifosi – e ogni tanto la notte rimango sveglio per seguire le partite. Il mio giocatore preferito è Lebron James. Mi piace come interpreta le partite, va sempre a mille, quello che provo a fare anche io. Nel calcio, invece, un centrocampista che mi è sempre piaciuto è Dejan Stankovic: tecnica, forza fisica e grandi gol da fuori area. Poi è chiaro, per chi è cresciuto a Cagliari l’idolo non può che essere Daniele Conti. Qual è secondo me il centrocampista perfetto? Ogni giocatore ha le sue qualità e il suo modo di giocare. Però credo che riuscire a difendere bene e ad avere la forza per arrivare a fare gol sia il massimo per un centrocampista moderno”. Un ringraziamento anche ai diversi allenatori incontrati in carriera, Barella ha anche rivelato di trascorrere del tempo giocando alla Playstation con i compagni, mentre l’emozione più grande in carriera coincide con il primo gol in Serie A. “Ogni allenatore incontrato fin qui mi ha lasciato qualcosa. Lopez mi ha convocato per la prima volta, Zola mi ha fatto esordire in Coppa Italia, Festa in Serie A. Massimo Rastelli mi ha consacrato nel calcio dei grandi. Adesso c’è di nuovo Diego Lopez che mi sta dando tanti consigli soprattutto per ciò che riguarda l’atteggiamento. I videogiochi? Non mi piace giocarci da solo. Qualche partita la faccio con Marco Sau, Luca Ceppitelli e Marco Capuano. Negli ultimi anni preferisco Fifa, mentre quando ero più piccolo Pes: scartavo tutti i giocatori, tiravo e facevo gol. Adesso Fifa è più realistico. L’emozione più grande? Sarebbe scontato dire l’esordio, una cosa che sogni da piccolo ed è avvenuto in casa: purtroppo, però, è arrivato il giorno della retrocessione. Scelgo invece la prima rete in Serie A – ha concluso Barella -, è stata speciale, perché l’attendevo da tanto ed è arrivata dopo la nascita di mia figlia. E’ anche coincisa con una vittoria: cosa chiedere di più?”.



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