Calciomercato, dalla Spagna: ipotesi di scambio Neymar-Cristiano Ronaldo

14 Gennaio 2018
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Da Laudrup a Ronaldo: tutte le combinazioni Real-Barcellona

Neymar, dovesse mai concretizzarsi questo clamoroso scambio, non sarebbe il primo giocatore di spessore a vestire entrambe le maglie, quella del Real Madrid e quella del Barcellona. Tralasciando il caso Di Stefano, che fu oggetto di una lunga contesa tra i due club ma non vestì mai effettivamente la divisa blaugrana, ed Eto’o, che al Real giocò appena 6 partite dilazionate in due stagioni, il primo a compiere questo passaggio fu Michael Laudrup. Il danese trascorse 5 anni in Catalogna, vincendo 4 volte la Liga e una Coppa dei Campioni nel 1991. Tre anni dopo però fu escluso dalla formazione titolare nella finale persa contro il Milan, una scelta che non fu digerita e che decretò il suo passaggio ai rivali, dove conquistò subito un altro campionato. Toccò poi a Luis Enrique fare il percorso inverso. Dal 1991 al 1996 vestì la maglia delle Merengues, con la quale vinse una Liga. Poi però arrivò a scadenza di contratto e ritenne eccessivamente bassa la proposta di rinnovo, così decise di firmare per il Barça, dove rimase 8 stagioni collezionando due campionati, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea, prima di vincere tutto da allenatore. Dopo Luis Enrique fu la volta di un altro Luis, di cognome Figo. Cinque anni tra le fila blaugrana, prima del clamoroso passaggio nella capitale per 140 miliardi di lire. Appena arrivato al Real venne premiato con il Pallone d’Oro, mentre la sorpresa più brutta la ricevette in un Clasico della stagione 2002-2003. Mentre Figo era impegnato nel battere un calcio d’angolo, i tifosi del Camp Nou lanciarono una testa di maiale vicino alla bandierina, chiaramente indirizzata al loro ex beniamino. Meno critiche, ma lo stesso clamore ci fu poi per l’acquisto da parte dei Blancos di Ronaldo, il fenomeno. Il brasiliano era stato una sola stagione al Barcellona, ma era rimasto nel cuore dei tifosi. Impossibile non farlo dopo i 47 gol messi a segno in 49 partite, tra cui quello decisivo contro il Psg nella finale di Coppa delle Coppe. Arrivò poi l’Inter che lo portò in Serie A per cinque stagioni, prima del ritorno in Spagna nel 2002. Perez lo pagò 45 milioni di euro, ma l’investimento fu ripagato da una Coppa Intercontinentale, una Liga e un Pallone d’Oro.



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