Andrea Agnelli difende la Super Champions: “Tutti devono poter sognare la Champions”



Andrea Agnelli difende il progetto della Super Champions, la nuova formula della maggior competizione europea per club che l’Eca (l’Associazione dei club europei della quale il numero 1 della Juve è presidente) vorrebbe far diventare realtà dalla stagione 2024-25. Un super campionato tra le migliori squadre europee. Un progetto certamente innovativo che cambierebbe di molto la fisionomia dei campionati nazionali ma che, proprio per questo, è stato ampiamente criticato da diverse parti. Perché se da un lato, agli occhi dei top club europei, la nuova Super Champions garantirebbe maggior interesse per le partite (che sarebbero sempre di cartello) e quindi maggiori introiti, dall’altro, ovvero da quello dei club più piccoli, è viva la preoccupazione che una competizione di questo tipo finirebbe per portare in secondo piano, col rischio di oscurarli del tutto, i vari campionati nazionali. Ovviamente non la pensa così il numero 1 di Juve ed Eca, che al meeting londinese “Leaders Week” dedicato ai leaders del calcio europeo ha spiegato: “Si sono dette tante cose ultimamente sulla questione, accusandoci di voler uccidere le leghe domestiche. Quello che voglio ribadire è che questa non sarà mai una lega a numero chiuso, perché riconosciamo il valore di mantenere in vita un sistema aperto, che non impedisca ad alcuna squadra di poter cullare la possibilità di giocare la Champions League. Tutti devono mantenere vivo il sogno di poter vincere la Champions League. Se pensiamo alla fase a gruppi di Champions League, tutti possiamo immaginare a 15 o 16 squadre qualificate. Le prime due squadre in ogni gruppo sono probabilmente già iscritte”. D’altronde, sembra proseguire il pensiero di Agnelli, attualmente la situazione non è poi così diversa: “Se pensiamo a come è organizzata ora la Champions, non è facile immaginare quali possano essere le 16 squadre che si qualificheranno agli ottavi, con pochissime eccezioni le prime due squadre di ogni gruppo sono quasi già scritte. Noi vogliamo solo trovare il modo di proporre partite più rilevanti. La sfida più grande è capire che tipo di piattaforma noi club vogliamo dare a noi stessi, nell’interesse di noi stessi, nei prossimi anni. Se riuscissimo a trovare un progetto che raccolga il 70/80% del consenso, sarebbe un gran risultato”



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