Accadde oggi: 10 anni fa la prima di Beckham al Milan



Nel mirino dal 2003, poi andò a Madrid

Che lo “Spice Boy” fosse uno dei sogni del presidente Berlusconi, ma soprattutto dell’ex amministratore delegato Adriano Galliani, non è mai stato un mistero. “Faremo di tutto per prendere David Beckham, è il nostro primo obiettivo”, disse proprio Galliani nel 2003 quando il capitano della nazionale inglese era ai ferri corti con Sir Alex Ferguson al Manchester United, mentre il Milan, proprio all’Old Trafford, aveva da poco sollevato la sua sesta Champions League. Non se ne fece nulla, nonostante si parlasse anche di un ruolo nella Tv italiana per la popolarissima Victoria, l’ex Spice Girl e moglie “Posh” di David. Quell’estate il numero 7 del Manchester United cambiò sì casacca ma andò al Real Madrid, mentre a Milano sbarcava un 21enne brasiliano, allora sconosciuto, che con la faccia da bravo ragazzo e gli occhiali da studente universitario scelse la maglia numero 22: da lì a poco avrebbe scritto pagine di storia in rossonero. Banale dire che si trattava di Kaká. All’Old Trafford, intanto, la pesante eredità di Beckham veniva raccolta da un certo Cristiano Ronaldo. Nella capitale spagnola, prima di volare a Los Angeles, Beckham rimase quattro stagioni vincendo una Liga e una Supercoppa di Spagna.

Da Los Angeles a Milano andata e ritorno

Finita l’avventura di Madrid, l’asso inglese diventò il volto della Mls: Los Angeles impazzì per il campione inglese ma per lui ma il richiamo del calcio europeo, specialmente del Milan, era troppo forte: già alla fine del 2008 firmò così un contratto di tre mesi con la promessa di tornare ai Galaxy dopo la breve esperienza in rossonero. Esperienza che in realtà venne prolungata fino al termine della stagione e bissata l’anno successivo con la stessa formula, finché un grave infortunio al tendine d’Achille durante il match contro il Chievo del 14 marzo 2010 mise fine alla sua seconda e ultima (mezza) stagione al Milan. In ogni caso, l’avventura complessiva di Beckham nella città della moda fu tutt’altro che una semplice comparsata in via Montenapoleone: 33 presenze e due reti (entrambe segnate nel 2009) contro Genoa e Bologna, ma soprattutto grande professionalità costanza di rendimento.

Un Milan tutto qualità



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